Dott. Gianluigi Rosi Centro Medico AngioVascolare Europeo


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Trombosi Venosa

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Silente a volte, ma molto pericolosa. E' la trombosi venosa.

Dottor Rosi di che cosa si tratta?

«Di una patologia che può colpire le vene. In relazione al tipo di vena coinvolta potrà essere superficiale o profonda. Viene definita distale quando interessa leve al di sotto della rima poplitea mentre è detta prossimale quando è localizzata al di sopra della rima. Nel caso della trombosi venosa del circolo venoso profondo questa avrà un maggior rischio embolico se interesserà le vene alla coscia. La diagnosi precoce è di fondamentale importanza per ridurre il rischio di complicanze che potrebbero essere anche fatali».


Fino alle estreme conseguenze?

«E’ così. La diagnosi precoce invece consente di attivare immediatamente una terapia anticoagulante che oltre ad intervenire a livello del trombo consentirà una non progressione ed evoluzione della malattia con riduzione significativa di rischio di embolia polmonare».


Quali sono i soggetti che sviluppano queste patologie e quali i sintomi più chiari?

«Sono numerosi i soggetti che sviluppano segni ei sintomi ascrivibili, alla presenza di una TVP; l’incidenza annuale nella popolazione generale è stimata intorno all’ 1-2 per 1000 abitanti. I segni ed i sintomi clinici della TVP degli arti inferiori sono molteplici: dolore spontaneo o provocato dallo stiramento dei muscoli, rossore cianosi , aumento della temperatura cutanea, crampi, aumento delle dimensioni dell’arto, edema franco, sviluppo di circoli collaterali, , phlegmasia alba dolens. Bisogna però sottolineare che anche altre patologie muscolo scheletriche possono presentare questi sintomi, ma comunque in ogni caso l’angiologo o medico vascolare consiglia sempre di fare un esame eco-color-Doppler per eliminare ogni dubbio diagnostico anche al fine di instaurare una corretta terapia».


Quali i segnali da non sottovalutare?

«Le patologie che potrebbero mimare una TVP potranno essere una rottura di cisti di Baker, un ematoma, la linfangite , una dermo-epidermite ed anche una trombosi venosa superficiale. Quindi una diagnosi definita consentirà una corretta terapia ed una rapida risoluzione della patologia e dei sintomi. L’esame eco-color-Doppler è l’esame di I scelta che peraltro è assolutamente non invasivo e nel sospetto deve essere eseguito prima possibile. La sensibilità del test in mani esperti è del 97% e la sua specificità è del 98%. Molta attenzione dovrà essere riservata alle trombosi distali isolate che talvolta potrebbero non essere in mani esperte evidenziate. Comunque nel sospetto e dopo aver escluso la presenza di ematomi, si consiglia sempre una terapia eparinica preventiva valutandone l’efficacia».


Ovvero?

Parliamo di quella superficiale. «La trombosi venosa superficiale può coinvolgere i rami safenici della vena grande e piccola safena o anche i rami cosiddetti extrasafenici ed avrà necessità di un trattamento eparinico di 30 giorni circa con delle dosi di eparina che verranno decise dal medico specialista. Mentre la Trombosi venosa profonda, tranne rari casi, necessiterà di un trattamento più prolungato di almeno 3 mesi. In entrambe i casi bisognerà indagare se esistono delle cause familiari che hanno favorito la Trombosi venosa ed in questi casi bisognerà dosare i markers definiti per la Trombofilia (la proteina C, proteina S, anti trombina III, il Fattore V di Leiden, la MTHFR) e bisognerà anche tenere in considerazione eventuali terapie con estroprogestinici, terapie oncologiche, gravidanze, pregressi interventi chirurgici, patologie ortopediche. In ogni caso si rende indispensabile eseguire dei controlli generali come una ecografia addominale, un Rx del torace, la ricerca del S.O nelle feci, e/o approfondimenti che il medico specialista potrà consigliare da caso a caso».


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